ottobre 2nd, 2019

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luglio 2nd, 2019

Posted by Daniele Sbaraglia and filed under Senza categoria | Commenti disabilitati su E se fosse domani

Se scoprissimo che la vita è un sogno? Che i nostri sogni posso diventare la realtà? E se da un bellissimo sogno non ci svegliassimo più?

Il romanzo parla della vita di un uomo che si chiede cos’è l’amore. E’ un tipo un po’ impacciato ed insicuro.

Viene licenziato, e per questo cerca in altri paesi nuove opportunità. Quando crede che sia tutto finito e che per lui non ci sia un domani, ecco che la vita gli presenta una nuova possibilità e forse risponde ai suoi quesiti. Il protagonista si interroga sul significato della vita, in una ricerca senza fine, e lo fa in un sogno…forse no, lo fa realmente?…

ottobre 9th, 2017

Posted by Daniele Sbaraglia and filed under Senza categoria | Commenti disabilitati su L’ultimo quadro

Oggi, dipingerò il mio ultimo quadro.

Spesso mi capita di dipingere con questa idea nella mente…è l’ultimo!

La cosa mi mette una voglia interiore di dare il meglio, di far si che sia bellissimo pensando che sia l’ultimo.

Allo stesso tempo so che sto facendo una cosa che mi piace, e che sarà per l’ultima volta, e allora il tutto viene avvolto da un velo di tristezza e malinconia.

Questi sono sentimenti forti e contrastanti,  da una parte cerchi di dare il meglio e poi c’è la malinconia, dall’altra parte  la pace  ma senti  la tristezza.

E’ la stessa cosa di essere in ultimo rifiutati dalla donna per cui ci siamo fatti in quattro per lei, ma senza risultato, hai il ricordo di quanto l’hai amata, e l’amaro in bocca per come è finita.

Pensa anche te, che lo stai facendo per l’ultima volta…

 

Adesso non vorrei, ma sono costretto a dover spiegare come quando ho scritto un libro per spiegare.

Tema, diamo un immagine che rappresenta l’ultima volta. Non esiste niente di concreto, di figurativo per rappresentare questo sentimento così forte e devastante.

E’ capitato anche a me di trovarmi davanti a dei quadri con solo delle macchie e anche io non capivo,

il problema era il mio.

E’ come le immagini di un ecografia, o di una tac, o di una risonanza magnetica, per noi sono solo macchie, per il radiologo molto di più raccontano il nostro stato.

novembre 5th, 2016

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Ripeto a me stesso sono pronto è importante che mi voglio far trovare pronto,

sono pronto.

E’ dal 1992 che sono pronto,

che mi ripeto che domani sarà migliore…

e non mollare mai…

e mai lo farò, non mollerò.

Sono felice come uno che muore,

ma uno che muore che ha fatto tutto quello che doveva, che voleva.

Tutte le cose hanno un tempo,

e sono contento amico mio che tu lo hai capito anche se io non ricordo di avertelo detto… ma tu lo hai capito

La mia coscienza non potrà mai dirmi niente, incolparmi di niente…sono in pace, ho fatto tutto quello che dovevo.

Ma il più forte sei tu, che decidi tutto, e io non posso niente se tu non vuoi che sia.

Pensavo di andare dritto avanti e invece giravo in tondo fermo allo stesso punto,

quando me ne sono accorto mi sono fermato e mi sono guardato intorno, e non c’era nessuno eravamo solo io e te.

Sullo sfondo c’è il mare, e tu me lo indichi, è tutto illuminato come una giornata d’estate ma la spiaggia è deserta.

Grazie che non mi hai mai fatto dubitare, che ho sempre saputo quello che fare, della mia vita.

Mi mancherà il colore, mi mancheranno i miei tormenti, le lacrime versate mentre decidevo il destino di una donna…mi mancherà l’odore dell’olio di lino e sentirmi sfinito, dopo aver dato vita a una tela.

novembre 1st, 2016

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Con immensa soddisfazione condivido con voi l’intervista rilasciatami dal Blog Letterario

” Gli scrittori della Porta accanto”

http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2016/11/scrittori-intervista-daniele-sbaraglia.html

 

maggio 10th, 2016

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bello e maledetto

E’ la storia della vita di Shon, un ragazzo presto chiamato a diventare uomo, con  un’adolescenza difficile, segnata dalla separazione  dei genitorie da un rapporto conflittuale con la madre.

Incapace di imbrigliarsi in rapporti duraturi, dopo qualche avventura intensa,vissuta a Roma, sua città natale, l’incontro con Simona sembra fargli conoscere finalmente l’amore. Questo lo porterà a laurearsi in medicina, a specializzarsi in neurologia e neurochirurgia e a diventare padre.

Controversa è la figura del dottor Spicchi, nuovo compagno della madre, che lo aiuterà nel suo percorso di specializzazione e successivamente nella sua carriera di neurochirurgo.E’ proprio in sala operatoria che Shon conosce e comincia a frequentare Alice, una donna in gamba indipendente e votata alla carriera. Inevitabilmente, ciò comporterà la crisi con Simona e un nuovo capitolo con il rapporto più “aperto” con Alice.

Sensibile e riflessivo, nel frattempo Shon conosce la morte in sala operatoria e il dramma che questo comporta per i parenti dei pazienti che non ce la fanno. Questo non gli impedisce però di proseguire con successo nella sua carriera e di girare il mondo con Alice per convegni di medicina. Costantemente alla ricerca di nuove esperienze, proprio durante uno di questi convegni a Miami, Alice e Shon conosceranno anche “l’amore circolare” con un’altra coppia conosciuta in loco.

Dopo dieci anni di carriera da neurochirurgo, Shon diventa un ricco uomo di successo ma ciò intralcia il rapporto con Alice aumentando la distanza fra i due.

L’incontro con Susan, una prostituta “in servizio” sulla strada che Shon percorre ogni giorno, aprirà tutto un nuovo capitolo. Shon la riscatterà e fuggirà in Francia con lei presso Francesco, un suo amico che ha lasciato l’Italia in cerca di lavoro. Ma il passato di Susan li seguirà fino al tragico epilogo della loro intensa storia d’amore.Rimasto nuovamente solo, Shon, attraverserà un periodo difficile arrivando ai margini del suicidio.

La sua forza d’animo, la voglia di “non mollare mai” ed il suo “amico mare” lo aiuteranno a riprendersi, deciderà infatti di trasferirsi ai Caraibi in cerca di un nuovo inizio. Qui conoscerà il vecchio Misan che lo porterà a fare un’esperienza al limite del “normale” su un’isola deserta. Misan lo aiuterà nel suo percorso di recupero e crescita e gli insegnerà a guardare la vita “con i suoi veri occhi”.

La voglia di ricominciare lo porterà a tornare a Roma e ad aprire un ristorante dal nome evocativo dove, un giorno, scoprirà di avere anche una figlia, Axia, nata da una relazione occasionale con  Eleina una delle tante stagiste.Questa rivelazione  spingerà Shon a riflettere sulla sua vita e, forgiato nell’animo dall’esperienza di Misan, cercherà di porre rimedio al suo passato facendo qualcosa per il prossimo, ed in particolare per i bambini abbandonati.

Sarà però il ricongiungimento con il figlio Luca, ormai sposato con figli, a risvegliare in Shon la sua voglia di libertà e indipendenza. La visione di lui come nonno che vive a casa con il figlio è troppo per lui, incapace di mantenere radici. Shon non resisterà e fuggirà di nuovo verso il mare…

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novembre 20th, 2015

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Ho sognato e questo è un sogno che va scritto, uno di quei sogni che ti rimane dentro e ti svegli con un pensiero strano in mente.

Sogno che sono solo, intorno a me c’è silenzio e vuoto, lo stesso vuoto ” ascoltato” qualche giorno prima.

E’ una bellissima giornata e il cielo è terso e c’è una  leggera bava di vento

Il mio sogno si chiama Reverb

Sogno di volare…

sento un grido che riempie il vuoto che c’era prima intorno a me

l’eco della vallata fa il resto…

nel sogno vengo preso non so da chi o da che cosa e fatto volare ad una velocità assurda come fossi sulle montagne russe

sto per morire…

mi manca l’aria dalla velocità, ho difficoltà a respirare

e nel sogno mi si alzano le pulsazioni

tutto quello spazio

tutto quel vuoto

diventa piccolo e mi sta stretto

viro…

e perdo quota, precipito verso il terreno

sto per morire…

ma in un secondo, sono di nuovo in volo livellato

capisco che il minimo errore può essermi fatale

non voglio svegliarmi di colpo

come se fosse un incubo

è uno stato paranormale

come fai se non lo vedi?

non lo so, lo faccio e basta!

il sogno è lunghissimo, non c’è più spazio nè tempo

ma guardo il mio orologio e sono passati solo tre minuti

adesso pace, silenzio si atterra…

e deve essere tutto perfetto

io non piloto lo fa una parte di me, che non conosco!

ma sono ugualmente teso come se la buona riuscita dipendesse da me

mi sveglio, il sogno è finito

non sono turbato

cerco di capire il significato, come  a volte capita che cerchiamo di capire perché sognamo certe cose.

Mi sento solo appagato di aver volato…

e tutti a dirmi: “ma lo vedi? Ma come fai?”

non lo so, lo faccio e basta!

La giornata prosegue ma io ho il mio sogno dentro che non voglio dimenticare per le sensazioni che mi ha dato

 

settembre 2nd, 2015

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Stanco di aspettare
Aspettare cosa
Aspettare un lavoro per il sostentamento, non per piacere, allora preferisco rimanere qui sospeso, dove c’è quiete e tempesta nel mio cuore.
Aspetto un lavoro e sono uno sciocco, faccio un lavoro che non c’è, che non esiste… aspetto…
A forza di aspettare mi sono fatto vecchio, il tempo a me concesso è finito ed è rimasta solo la mia sedia ad aspettare.
Aspettare cosa
Cosa
Io amo il mio tempo, vorrei amare il mio lavoro ma non quello che faccio come sostentamento, quello che vorrei fare per passione
Ma che questo mondo non mi concede
Il mio sé, si sente realizzato solo quando la mia mente è libera e non confinata in uno sterile ufficio sommerso di carta, tutta uguale, io vorrei essere sommerso dalle mie idee.
Io vorrei essere sommerso dal colore che è vita.
Solo questo che presento qui mette in risalto il mio talento, non stare inserito in una catena di montaggio, tanto meno dietro una scrivania.
Mi trovo per caso ( il caso non esiste)al mare, c’è pace intorno a me ed è una splendida giornata, ma io vengo colto, coinvolto dalla sedia, tanto che la rendo immortale e la porto via con me.
La guardo , la guardo e guardandomi dentro penso: sono stanco di aspettare e lei rappresenta tutto quello che voglio dire con una semplicità unica.

settembre 2nd, 2015

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…Ecco è tutto fatto…
Non mi resta che aspettare…
Aspettare
Seduto vicino la ferrovia di questa stazione abbandonata
E’ molto che non passa più un treno o forse sono davanti un binario morto.
Mi trovo a bordo pista di un vecchio aeroporto abbandonato
Qui non ci atterra più nessuno da tempo
E da tempo non va via nessuno da qui…

Non mi resta che aspettare
Ma sono … stanco di aspettare
Sei mesi…
Spero passino in fretta…
Prima della prossima mossa
Quello che mi resta è la speranza, la convinzione
Credere che sia possibile
Credere è una forza che tira avanti l’uomo, lo migliora…
Credere che ci sia qualcuno disposto ancora ad atterrare in un vecchio aeroporto
O che passi un altro treno su questo binario e mi porti via, lontano
Devo solo pazientare
Ma io ho la mia sedia che mi aiuta ad aspettare

novembre 8th, 2014

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Sono qui ancora

sono qui…

e aspetto..come sempre

aspetto

ma so quello che devo fare

aspetto di volare……

e in mezzo al caos cerco la calma

e la concentrazione

dentro me…

fuori di me…

per volare

più veloce che posso….

meglio che posso…

non ho una seconda possibilità

quella che mi resta è questa  qua

e questo mi rende nervoso

ma sono pronto a rischiare

tutto

pronto a volare

ancora una volta

anche senza te al mio fianco

non sempre va tutto bene

come noi vorremmo

come noi vogliamo

….questa si chiama vita…..

ma continuo a provare

continuo a volare

per migliorare..me..

per sentirmi libero

essere diverso, forse migliore

con tutto quello che posso…

con tutto quello che ho….

e spero sempre che sia tanto

tutto quello che ho…

che do..

per  volare e sentirmi  libero